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| Intervista a Luisa Frighi, campionessa mondiale WUKF 2009 |
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| Scritto da Direzione |
| Martedì 28 Luglio 2009 17:26 |
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Intervista tratta dal sito: www.fedika.it Bene, prima di tutto ti faccio ufficialmente i complimenti da parte della federazione e miei personali per il successo ottenuto. Fammi una tua prima e generale presentazione, quanti anni hai, da quanto pratichi, cosa fai nella vita ecc ..
Ho 21 anni, tra l'altro compiuti proprio in Ucraina il 19 giugno e devo dire che mi sono fatta il regalo più bello del mondo. Sto finendo il secondo anno presso la facoltà di scienze del movimento e dello sport (università degli studi Foro Italico - Roma) e spero di laurearmi al più presto. Pratico karate dall'età di 9 anni e per fortuna ho trovato dei maestri fantastici. Ho preso la cintura nera nel 2003, mentre nel 2007 ho conseguito il secondo dan. Ho trovato una buona realtà in FEDIKA e spero vivamente di poter continuare con voi.
Che cos'è per te il Karate?
Direi che è tutto. Alcuni mi prendono per matta quelle poche volte che me lo sentono dire dato che non amo parlarne. Ne sono profondamente gelosa, lo sento come qualcosa che mi ha segnato la vita, prima di diventarne parte integrante. Spero che le circostanze possano continuare a farmi sentire tutto questo.
Il Karate è come qualcosa di metafisico; è in me, ed è grazie ad esso che sono cresciuta entro saldi principi, poiché oltre ad essere un mezzo con cui equilibrare il mio corpo, mi ha permesso di creare un rapporto con me stessa e di conoscermi, di dare sfogo alla competitività che mi è propria e alle tensioni di tutti i giorni, tanto che saltare allenamento per me è una sofferenza. Mediante questa disciplina, riesco a vivere al meglio e profondamente la vita di tutti i giorni.
Si tratta di uno sport completo sia dal punto di vista psicologico che fisico: tutte le capacità motorie trovano crescita e armonia, contando su un'efficienza che non è solo funzionale per la quotidianità, ma anche per situazioni più particolari. Ho un rapporto particolare con il Karate che mi hanno insegnato: è un dare ed un ricevere, tutti i miei sacrifici e quelli della mia famiglia, sono sempre tornati entro gioie e soddisfazioni che hanno confermato sempre ciò in cui credo.
Infine penso sia il bene più grande che potessi avere poiché mi ha permesso di conoscere i miei magnifici maestri che per me sono come i supereroi per i bambini: loro mi hanno vista crescere e io da sempre li ho ammirati, specie la mia maestra Ornella Sperotto con cui abbiamo coltivato un rapporto bellissimo.
Com'è andata questa trasferta? Devo dire che, nonostante non sia iniziata al meglio, questa è stata la trasferta più bella della mia vita finora.
Avevo fatto altri viaggi, ma non mi ero mai spinta così ad est. Ci sono stati alcuni problemi legati alla sistemazione alberghiera, ma fortunatamente siamo riusciti a risolverli.
Ciò che mi ha colpito, in positivo intendo, è stata la sincerità e la vicinanza tra organizzatori e atleti, e ripeto, la cosa non ha potuto che farmi piacere. In questo modo infatti da ultima arrivata mi sono sentita presto parte del gruppo federale.
Un'altra cosa che ho apprezzato è certamente il sostegno da parte di tutti che ho sentito in gara e fuori, in allenamento o girando per le vie della città. Proprio ciò fa di questa trasferta la più indimenticabile. In più il 19 giugno compivo 21 anni e non mi sarei mai aspettata che persone conosciute da poco mi fossero così vicine da organizzarmi una festa … è un altro episodio che non potrò mai scordare: inizialmente ero in grande imbarazzo, ma presto, pensandoci, mi sono sentita come in famiglia e mi sono goduta la bellissima sorpresa, con tanto di biglietto e torta ucraini!
Cosa ci dici dell'organizzazione dell'evento da parte degli Ucraini? Diciamo che, al di là del palazzetto, si è sentita parecchia rivalità nei nostri confronti, cosa che poteva minarci psicologicamente. Riguardo l'evento sportivo e rispetto a quello che ho visto mi è sembrato che la ex WUKO abbia rispettato i suoi buoni standard anche in Ucraina.
So inoltre che c'è stato un grande impegno a livello cittadino già molto prima dell'evento proprio per portare in alto la manifestazione sportiva. Sono inoltre convinta che quella ucraina sia una cultura bella e interessante, infatti mi dispiace che né il tempo, né le circostanze ci abbiano mai permesso di scoprirla a fondo.
Belle le cerimonie di apertura gara, soprattutto quella prima della finale che mi ha fatta emozionare tantissimo.
![]() Raccontaci della gara ...
La gara è iniziata proprio il giorno del mio compleanno: non potevo desiderare di meglio. Devo dire che ho provato tensione solo nel momento della competizione stessa, non molta prima. Per fortuna abbiamo anche potuto allenarci, ho iniziato a conoscere il maestro Setaro con cui si è instaurata subito comunicazione e fiducia: ciò mi ha permesso di sfogare l'ansia e di trovare una valida figura di riferimento.
Durante la prima eliminatoria ho portato Enpi ed ho scaricato la maggior parte della tensione, poi Gojushiho Dai mi ha portato davvero in alto, come non credevo. Difatti la Vyenik (ucraina) era la favorita sin dall'inizio, perché far passare un atleta che mostra solo la velocità penalizzando la tecnica significa un po' troppo per me. Comunque le ero 3 decimi sopra nonostante fossi partita per seconda in quella poule .. proprio tanto! se non fossi stata li, io, a fare tutto questo, non ci avrei mai creduto. Con un vantaggio del genere, mi ero conquistata un'ottima posizione per la finale.
Questa di Odessa è stata una gara unica, anche perché mi ha permesso di scoprire cose di me che non conoscevo : ad esempio il ruolo che il mio inconscio può avere nelle piccole distrazioni … per non parlare di quando mi sono "inventata" l'Unsu nella competizione del Super Champion ! Me la sono perdonata, ma non deve accadere mai più.
L'unicità di questa gara è a dir poco composita. Troppi particolari l'hanno caratterizzata: c'erano davvero tante ragazze in categoria, mai viste cosi tante ed un livello mediamente più che buono, era il mio primo anno seniores e come ho già detto non mi sarei aspettata così tanto. La poule della finale inoltre è stata estremamente combattiva: tutte le agoniste hanno mostrato grinta e tenacia ed ho potuto imparare qualcosa da ognuna di loro. Tutti si sono complimentati dagli italiani ai romeni, e questo non può che onorarmi.
... fra qualche giorno la seconda parte. |
| Ultimo aggiornamento Domenica 16 Agosto 2009 11:40 |




